Ho scritto di una sera ed era luglio
poi di altre sere
di quando c’era tutto il Colosseo
e non me ne accorgevo
poi una piazza e baci inattesi.
Ho scritto di un vento
di aquilone mentre ti stringevo
perché non volassi
con i gabbiani, e di altre paure
come quando offrivi
la tua carne santa sopra il tavolo
ed io non la mangiavo
ma la stampavo nel mio corpo giovane
e i capelli rossi
mi accendevano e gli occhi belli
dove dentro leggevo
un indirizzo, ed era la mia casa.
Queste cose ho scritto
nella tempesta dove navigavo
con le vele spiegate.
*
Ma tu ma tu ma tu
come si fa con l’uva mi pestavi,
io ti chiedevo scusa
se al risveglio ti baciavo forte
o per il tuo silenzio
di commozione, quindi geometria
d’abiti al pavimento
del mio appartamento, indossavi
quella mia camicia
a colazione, la finestra aperta
quando mi salutavi
ed io me ne andavo via fumando.
Il cassetto dell’intimo
faceva piovere in me il profumo,
alle tue ginocchia
bianche pregavo perché non finisse
il giorno dei baci
ché eri bocca spoglia di rossetto.
Quante altre bellezze
che non so dire, che non voglio scrivere…
*
Erano due i bicchieri
sopra il tavolo e sul pavimento
solo la tua culotte,
nel letto curve perfette: i fianchi
le spalle, quei seni,
un po’ di luce muoveva su te
le mie parole mute
e inciampando andavo verso il tavolo
perché non ti svegliasse
il mio sguardo fisso sul tuo volto.
Aspettavo la bocca
a colazione e un uccello urlava
nella notte più bella
di Roma e non poteva rovinarla
la sola sigaretta
che non avrei dovuto fumare.
Vivevo e non credevo
e non sapevo darti quella gioia.
È questo che ho scritto
mentre dormivi nella stanza accanto.
*
Un tappeto di scarpe,
sparsi sul letto abiti, monili
ed io perso e felice,
le lenti degli occhiali col tuo trucco
che so non pulirò,
una bottiglia bevuta in due,
parole nella doccia,
la tua apparizione mentre lavo
i denti scivolando
nel lavandino come le lentine
che a volte si perdono.
Noi coperti solo dalle stelle
a scrivere parole
che sono queste, che non basteranno
ma scriviamo insieme
e puoi non capire questo cuore
ma indossalo pure
perché il resto scompare, non conta,
non ha più altra voce
la vita intera se dico il tuo nome.